LE DONNE INDIANE PORTATRICI DI LUCE

 
 

di Gianni Verdoliva
http://www.aamterranuova.it/

Sono le donne indiane che installano pannelli e cucine solari nei villaggi più poveri e isolati dell’India, contribuendo alla loro indipendenza energetica e all’emancipazione femminile. Le chiamano le guerriere del sole. O le portatrici di luce. O ancora le ingegnere solari a piedi scalzi. Sono le donne indiane che, sotto l’egida dell’United Nations Development Programme e del Ministero indiano per le energie rinnovabili, portano energia nei villaggi più poveri ed isolati dell’India. Letteralmente. Attraversando sentieri scoscesi lungo i dorsi delle montagne o percorrendo chilometri in percorsi fangosi o attraverso la giungla per raggiungere il villaggio più vicino, queste donne rompono lo schema culturale che le vorrebbe passive e confinate in casa.

Grazie al Barefoot College, fondato da Bunker Roy nel 1972 con lo scopo di far arrivare all’autosufficienza i villaggi indiani poveri con un’enfasi all’emancipazione femminile, oltre 125.000 persone in 160 villaggi sono state toccate dal cambiamento. Cucinare, studiare, avere vita sociale, fare lavori di artigianato o di sartoria, tante sono le possibilità che offre l’energia, quasi scontate per chi ce l’ha garantita. Un’energia che consente un passo in avanti verso l’autosufficenza. Per questo il Barefoot College è sede della Women Barefoot Solar Cooker Engineers Society, la prima organizzazione di donne istruite dello stato indiano del Rajasthan. Grazie alla formazione che ricevono queste donne disegnano, producono, installano, mantengono e riparano cucine paraboliche solari che vanno poi a distribuire nei villaggi. Affidando i preziosi regali ad altre donne locali che vengono istruite sulla manutenzione e sulla riparazione degli impianti. Producendo una sorta di effetto a cascata. Lentamente un villaggio dopo l’altro diventa indipendente dal punto di vista energetico, altre donne acquisiscono competenze in campo dell’energia solare e, al contempo, acquisiscono rispetto e potere sociale, migliorando anche la condizione femminile ed aprendo la strada all’educazione delle ragazze. Certo gli inizi non sono stati facili. Le prime ragazze arrivate al college hanno dovuto vincere le resistenze delle famiglie, ma ora le prime arrivate sono istruttrici di altre donne che arrivano anche da altre regioni indiane e, anche, da altre nazioni. L’eco delle portatrici di luce è arrivato in Afghanistan, Bhutan, Ghana, Siria e Uganda. Una piccola babele di lingue che non intralcia il lavoro di formazione, grazie alle indicazioni in Hindi e in inglese, lingua franca, o tramite indicazioni cromatiche. Molte delle donne che ricevono istruzione tecnologica sono illetterate e la permanenza al campus le aiuta a migliorare il grado di istruzione. Vincitore del Sierra Club Green Energy Award per il 2009, il Barefoot College si propone all’avanguardia tra i programmi legati allo sviluppo dell’energia solare e all’emancipazione femminile nei paesi poveri. Non solo cucine solari, ma anche lanterne che producono preziosa luce notturna nelle case e pannelli solari. Lo stesso college che si estende per un’area di 80.000 miglia, è completamente alimentato ad energia solare. Le ragazze, inizialmente timide e sottomesse, vengono trasformate e ritornano nei villaggi sotto occhi increduli e meravigliati che a stento le riconoscono. E avere uomini, mariti e non, che si rivolgono a loro per consigli di natura tecnica trattandole da pari a pari, è la più grossa soddisfazione per queste donne. Tanti sono i modi con cui le guerriere del sole stanno sconfiggendo le tenebre della povertà, della mancanza di autosufficienza e di misoginia.

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